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Cosa ti ha portato ad iniziare
una carriera sportiva con Margot?
Ero già intenzionata a lavorare con lei prima che arrivasse;
volevo un cane con il quale dividere la mia passione per le
varie discipline cinofile e, non appena arrivata Margot ,
il mio sogno è divenuto realtà!
Come hai scoperto il lavoro con il
cane?
Sono praticamente cresciuta tra cani che lavorano, visto che
fin da piccola, ho osservato lavorare mio zio in utilità
e difesa con i suoi pastori tedeschi. Da bambina i miei genitori
hanno preso (dopo tante mie insistenze) una boxer, Astra,
che considero il mio primo cane; con lei mi divertivo a imitare
quello che vedevo fare da mio zio, insegnandole alla meno
peggio vari esercizietti. Crescendo ho desiderato un cane
tutto mio con il quale lavorare seriamente e ho scelto Margot
perché prima di tutto penso che lavorare con il proprio
cane sia un divertimento e mi piace farlo con la razza che
amo, cercando di ottenere il massimo per quel cane. Trovo
sbagliato scegliere un cane solo perché, nella disciplina
cinofila che si intende seguire, è considerato quello
che ha le maggiori potenzialità. Il cane prima di tutto
è il mio compagno di vita, non è un mezzo per
ottenere successi come può esserlo una moto o un auto
da corsa.
Con Margot pratichi tre diverse discipline
- Obedience, Heel-work to music e Agility – quale delle
tre ti affascina di più e perché?
Allora, diciamo che ognuna di queste discipline ha il suo
fascino! La mia preferita resta sempre l’obedience,
perché secondo me, delle tre, è quella che più
rafforza il legame che ho con Margot e che, essendo la disciplina
più impegnativa, mi da maggiore soddisfazione quando
vedo la piccoletta ottenere buoni risultati con tanto tanto
impegno. L’agility è senza dubbio quella più
divertente e facile; è un bel gioco che faccio con
Margot, dove c’è molto da divertirsi e poco da
“pensare”. L’heel-work to music è
stata una scoperta casuale, e resta per ora un passatempo
che racchiude sia lo stretto rapporto che si ha in obedience
sia il divertimento dell’agility, con un sottofondo
musicale che rende il tutto ancora più bello.
Quali difficoltà hai incontrato
nella preparazione di Margot?
Le difficoltà sono quelle che si incontrano lavorando
con un cane che non è esattamente un cane da lavoro,
unite al fatto che è il mio primo cane. Il cavalier
è un cane pieno di voglia di fare, e devo dire, che
è abbastanza veloce nell’apprendere. Ovviamente
non ci si può aspettare di avere gli stessi risultati
e con gli stessi tempi di razze come il border collie o il
barbone, che hanno indubbiamente capacità di apprendimento
al di sopra della media. Il cavalier ha i suoi tempi che vanno
rispettati, bisogna avere pazienza e usare sempre molta calma
e dolcezza per evitare che si stressi o si inibisca. Devo
dire comunque che, quando raggiungo un obbiettivo con Margot
dopo tanto lavoro, la gioia e la soddisfazione sono enormi,
come per tutte le cose in cui si lavora duro prima di ottenerle.
Qual è la cosa che vi è
riuscita con più facilità?
Quello che ci è riuscito con più facilità
è stato il richiamo e la discriminazione olfattiva
(dopotutto la sua origine da cacciatore ne fa un cane con
un odorato sensibilissimo e con uno spiccato istinto ad usarlo).
In generale tutti gli esercizi in cui siamo vicine sono facili
per lei; le difficoltà arrivano quando si inserisce
una certa distanza da me, che le dà piccole insicurezze
su cui dobbiamo sempre lavorare parecchio.
Cosa cerchi di trasmettere alla tua
compagna quando siete in allenamento?
Cerco sempre di trasmetterle gioia e divertimento. Mi piace
vedere che scodinzola sempre ad ogni esercizio e che è
entusiasta di lavorare, tanto che spesso, anche in passeggiata,
è lei a chiedermi di fare qualche esercizio, mettendosi
in condotta senza che io le abbia chiesto nulla. Per me lavorare
con il cane significa divertirsi insieme, se lei non si diverte
allora per me non ha più senso l’allenamento,
meglio andare a fare una corsa in campagna.
Oltre ad essere la tua compagna di
lavoro è anche la tua compagna di vita, consiglieresti
un Cavalier King per lavorare e come amica? Cosa diresti a
chi volesse fare la tua stessa scelta?
Sì, senza dubbio consiglierei, a chi ama la razza e
ama lavorare con il cane, di fare la mia stessa scelta; ma
l’amore per la razza deve esserci a prescindere dal
lavoro: purtroppo ultimamente il Cavalier King sta vivendo
un periodo, a mio avviso molto triste! Infatti, a causa della
sua docilità, taglia e aspetto da “peluche”,
attraversa un momento di gran moda e come sappiamo, la moda
purtroppo rovina sempre le razze. Troppo spesso vedo in giro
Cavalier che della razza hanno solo il nome o nemmeno quello,
visto che molti li acquistano senza il peedigree e di dubbia
provenienza. Quindi sì al Cavalier come compagno di
vita e di lavoro a patto che venga rispettato e che non sia
la frettolosa scelta di una moda che molti sfruttano per facili
guadagni a discapito di una splendida razza.
Ti emoziona il fatto di aver l’unico
soggetto di questa razza, ad essere entrato nel mondo dell’Obedience?
Sì, sono molto orgogliosa di questo e spero che, in
futuro, altri cavalier si cimentino in questa disciplina che,
a differenza dell’Italia, negli altri paesi già
affrontano con ottimi risultati da tempo.
Comunque per quanto mi riguarda, visti i risultati che sto
ottenendo, sicuramente ci saranno in futuro altri Cavalier
lavoratori in famiglia.
Quando ci siamo sentite al telefono, alla fine della
gara, la prima cosa che mi hai detto è stata ‘Margot
è stata bravissima, abbiamo sbagliato due esercizi,
uno per colpa mia e uno a causa di una cosa a cui non potevo
ovviare, sono molto contenta, Margie è stata bravissima’.
Ti va di parlarcene?
La gara è stata molto emozionante, per me e, dai complimenti
che ho ricevuto, penso anche per il pubblico. Prima di iniziare
molti mi hanno domandato se partecipavo con quel piccolo cagnolino
che avevo al guinzaglio e, dopo la gara, tutti mi hanno fatto
i complimenti increduli nel vederla lavorare cosi bene e cosi
gioiosa. Purtroppo abbiamo avuto un problema al box (secondo
me per imprecisioni fatte in allenamento e per non averlo
provato nella prova campo,purtoppo non avendo esperienze di
gara, non sapevo bene come funzionasse la prova campo), e
un secondo problema, che ci è costato l’eccellente,
l’abbiamo avuto nell’odorato e riporto, (a mio
avviso a causa del vento che ha spostato l’odore dell’oggetto
a sinistra): Margot ha impiegato parecchio tempo prima di
capire dove erano i legnetti, anche se, quando li ha trovati,
ha scelto quello giusto e me l’ha consegnato. Per quanto
mi riguarda Margot è stata bravissima e dal suo punto
di vista ha eseguito correttamente l’esercizio, quindi
sono soddisfatta di lei.
Il
filmato della gara di Barbara e Margot
Hai un sogno nel cassetto?
Di sogni nel cassetto ce ne sono molti, per quanto riguarda
l’obedience il sogno è arrivare con Margot in
classe 3 e, come dicevo prima, continuare a lavorare con i
Cavalier in questa splendida disciplina. Poi in un prossimo
futuro, mi piacerebbe avvicinarmi anche al mondo dell’utilità
(che poi è quello che mi ha attratta verso il lavoro
con i cani), ovviamente non con un cavalier ma con un'altra
razza più adatta, quantomeno per dimensione…
eheh… e chissà che il 2009 non mi porti in questa
disciplina con una nuova sfida come quella di un cavalier
in obedience, ma per ora non dico nulla per scaramanzia..
Grazie Barbara, il nostro augurio per voi
è quello di una radiosa carriera sportiva e di una
magica vita insieme, così come magico è il sentimento
che vi unisce.
La Scuola ‘Stella Grigia’
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