Per
me non è andata come per Nemo… si è vero,
la scusa dell’uscita è sempre alla base, però…
cominciamo con ordine:
“È una bella mattina d’autunno, finalmente
dopo giorni e giorni di pioggia, un pallido sole. Il mio ’lui’
viene verso il recinto che mi è stato assegnato tanto tempo
fa. In mano ha la corda. Si, si non c’è dubbio, usciamo.
Feste, feste… zampe, zampe… ti abbraccio, ti abbraccio…
come ho la corda al collo, tiro in direzione della macchina, aspetto
che il cofano venga aperto e oplà, più veloce che
posso un salto nella gabbietta. Il portellone si richiude e il
buio scende su di me.
Dopo
un breve o lungo tragitto, non lo so, sento l’auto fermarsi.
Ok, è ora di mettersi al lavoro.
Il mio ‘lui’ rapido mi fa uscire e, via a fare una
corsa. Penso che una bella sgranchita di riscaldamento faccia
bene prima di iniziare la caccia, aiuta a liberare il corpo
e la mente da… (lasciamo stare!)…
Mi giro per guardare se il mio ‘lui’ è pronto,
e vedo che invece del fucile, ha in mano una spazzola e un collare
nuovo fiammante. Ma allora oggi è giorno di gare! Torno
rapida per farmi fare bella. Mi piace essere pettinata e, soprattutto,
mi piace avere delle attenzioni.
Voilà!… sono pulita e pronta per indossare il vestito…
porgo in avanti il musino e, collare e corda sono al loro posto.
Andiamo.
Cammina,
cammina arriviamo in un prato. Non è il solito posto
di caccia, l’erba è bassa, non c’è
macchia vicino, solo un piccolo, piccolissimo bosco, gli uccelli
non possono esserci… che ci siamo venuti a fare qui?…
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Camminiamo
ancora… toh, delle case!… non possiamo cacciare
qui… cosa ci siamo venuti a fare?…
Ci fermiamo. Il mio ‘lui’ lega la mia corda ad un
alberello nei pressi di una casa. Mi dice:’stai buona
e non muoverti.’ E come faccio, la corda non è
molto lunga e in più è ben fissata al ramo, l’unica
cosa che mi è concessa è sedermi.
Il mio ‘lui’ si allontana.
Passano
le ore, passano alcune persone, passano delle macchine, ma ‘lui’
non passa più.
È sera. Un’auto si ferma davanti al cancello della
casa. Qualcuno scende. Apre il cancello. Risale in macchina
ed entra… poi torna sui suoi passi e viene da me…
mi slega, mi prende in braccio e mi riempie d’amore.”
Benvenuta
ad Angelina nel clan de “Negli occhi del cane”.
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