Salve mi chiamo Ciro, sono un cane da pastore tedesco di colore nero focato, ho cinque anni; vivo parte della mia vita in città con il mio compagno bipede Bruno - un simpatico essere umano di quarant’anni che odia la polvere; passa ore e ore a combatterla con un attrezzo infernale che la cattura tramite un vortice di aspirazione, e la rinchiude in un sacchetto di stoffa oblungo - e parte in campagna a casa dei BambaPaoli - no, non avete letto male; garantisco che anche a me, proprio come a voi, mi si è riempita la testa di punti interrogativi quando ho sentito questo nome; i BambaPaoli sono due strane creature che assomigliano fisicamente al popolo degli uomini, ma per quello che fanno, quello che pensano e quello che dicono, sembrano molto più cani di me.

Tutto ebbe inizio nella primavera del 2001…

(tratto dal libro "Ciro: storia di un Cane")

 

Trattato scolastico da i miei appunti del libro ‘Alfa: questa sconosciuta’ del 2007 e ‘Into the wild town’ del 2011
.pubblicata da Ciro Pastore Tedesco il giorno mercoledì 9 marzo 2011 alle ore 8.49.
“Il XXI secolo segna una data storica per la vita dei cani.”

Mai come in questa epoca, la nostra esistenza è stata segnata da un turbinio di passioni... gli stati ansiogeni dei sapiens.

I sapiens - animali superiori consapevoli del fatto che tanto sapiens/superiori non lo sono più - si appoggiano a noi canidi - animali non tanto progrediti consapevoli del fatto di non voler progredire - per scrollarsi di dosso un po' di colpi bassi che, giornalmente, vengono loro impartiti da altri sapiens più superiori.

Cominciamo dall’inizio:

“Un giorno, tanto tempo fa, un primate – nonno di un sapiens – si stancò di lavorare tutto il dì per procacciarsi il cibo e vegliare poi di notte, per evitare che qualcuno glielo portasse via; così, notando che, quando occasionalmente, un canide si aggirava nei pressi dell’accampamento, nessun altro animale osava avvicinarsi – nemmeno l’orso al quale aveva occupato la grotta – e ricordandosi di quanto l’avesse visto scaltro nella caccia, se ne accattivò la simpatia, mostrandosi ai suoi occhi, come un’enorme ciotola ricolma di leccornie, e come, un meraviglioso padrone di casa, pronto ad occuparsi al meglio del peloso ospite. Il canide non seppe resistere a tanta gentilezza e si abbandonò a quelle amorevoli cure.

Tac, la trappola era scattata.

C’è da dire che all’inizio, era una vera pacchia. Tutto il giorno insieme a vagabondare per prati, boschi, montagne… a rincorrere erbivori saltellanti e starnazzanti femminelle… e di sera, tutti intorno a un bel falò; mentre i primati si raccontavano strafalcioni e storielle piccanti, i canidi sgranocchiavano stinchi.

Poi una mattina, quel primate si alzò con il chiodo fisso del progresso; il primate si trasformò in sapiens e tutto andò a rotoli. (da ‘Alfa: questa sconosciuta’)

Cos’è il progresso?... non davvero quello che immaginate.

Il progresso è la scienza occulta, madre delle scienze politiche, che ha permesso al regresso di governare, garantendo lunga vita e prosperità a chi so io, e occultando la verità, ossia, che con l’attivazione del progresso, la vita avrebbe subito un pregresso finendo nel giro di poco tempo, lasciando i Sapiens Sapiens con in mano un mucchietto d’acqua.

Voce – Ma Ciro, non si possono fare mucchietti d’acqua! –

Ciro – Appunto!... (da ‘Into the wild town’)

Dal tempo in cui smisero di dondolarsi fra gli alberi a cavalcioni di una liana, per passare al piano di sotto – la ‘terra ferma’ - dove non c’era il rischio di cadere, ma lo spostarsi richiedeva notevole fatica - ecco perché l’invenzione delle girelle rimorchiate dai cani da tiro, prima, e dai cavalli vapore, poi, ma questa è un’altra faccenda – ne hanno fatte di… cose strane!… a parer mio, la più grave è stata quella, che in tutto quel daffare, hanno perso di vista i contatti del falò, delle storielle e delle corse nei boschi.

Penso sia proprio questo il motivo per cui, entriamo in ballo Noi, i cani da pet-terapy.

Ognuno di Noi ha in consegna un sapiens. La divisione viene fatta seguendo uno schema neotenico. (da ‘Alfa: questa sconosciuta’)

***

Around the Sapiens – test informativo (tratto dal libro 'Into the Wild Town')
.pubblicata da Ciro Pastore Tedesco il giorno giovedì 10 marzo 2011 alle ore 19.53.

Cosa ti spinge ad assistere un Sapiens?... se la prima parola che ti viene in mente è ‘convenienza’, scarta subito l’ipotesi di diventare un buon custode e torna a giocare nel bosco con Cappuccetto Rosso, primo perché non sei un CCM e secondo perché non sai proprio di che cosa stiamo parlando… se invece fosse ‘impegno o sacrificio’, sei sulla giusta riga, ma prima di prendere la decisione finale, ci sono alcuni aspetti che devi valutare.

Innanzi tutto, conosci i Sapiens?

Teoria neotenica e addomesticamento a parte (se ti interessano gli argomenti compra i miei libri, che sono stati scritti per aiutare tanti Cani finiti in analisi per colpa dei Sapiens) esistono tre categorie di Sapiens:

Il Sapiens ‘A’ amo me stesso e mi basto! Il quale sostiene che l’unico essere vivente degno di occupare l’alto seggio governativo, sia per l’appunto un Sapiens, negando così ad ogni altro essere vivente il diritto di condurre una vita naturalmente degna. (Irrecuperabile a meno che tu non sia un soggetto votato alle imprese impossibili).

Il Sapiens ‘B’ bontà, buonumore e altruismo! Il quale sostiene invece, che ogni essere vivente e ogni cosa a questo mondo (e al di fuori della sfera terrestre) abbia diritto ad occupare il suo posto. Tutto e tutti devono essere rispettati. (Quando ne incontrate uno, mandatelo subito qui che abbiamo carenza di CCT).

Il Sapiens ‘C’ confusione, coraggio aiutatemi a capire! Il quale non possiede la forza per contrastare la supremazia del Sapiens ‘A’ e non ha la saggezza ancestrale del Sapiens ‘B’, ma ha letto molte leggende degli Indiani d’America rimanendone affascinato. (Consigliato per i primi incarichi).

Il Sapiens è un animale sociale, dedito alla famiglia e al lavoro. Ha bisogno di crescere in un ambiente equilibrato, calmo, amorevole, altrimenti il suo stato emotivo, tanto evoluto quanto labile, lo potrebbe condurre verso una forma di isolamento volta al bene o al male a seconda dell’indole del soggetto.

Nel momento in cui un CCM decide di intraprendere la carriera del CCS, deve saper riconoscere i molteplici risvolti della psiche Sapiens, per far si che la sua assistenza possa riequilibrare lo sconvolgimento mentale del paziente.

Ora, se pensi di essere in grado di poter svolgere il compito, comincia a porti alcune domande:

1) Che Cane sono? … è importante conoscersi a fondo, poiché in base a come siamo, possiamo aiutare i CCT ad indirizzarci verso uno o l’altro Sapiens, in modo da creare una coppia familiare e non una coppia che dorme solo sotto lo stesso tetto. (Studiare la teoria neotenica Sapiens, rapportandola alla teoria neotenica Canide, potrebbe essere di molto aiuto… su ‘Alfa: questa sconosciuta’ ho scritto qualcosa in merito insieme a Voce).

2) Vivo solo o ho famiglia a carico?... essere single aiuta a scegliere in fretta, ma non è detto che porti alla scelta giusta. Molti sono i Sapiens pronti a tagliarti gli zebedei se ti vedono accompagnato da una femminella, per non parlare poi se a rimorchio hai un batuffoletto che è il tuo ritratto sputato. Quando accogli nel tuo Branco un Sapiens, devi pensare, oltre alla missione per la quale ti sei votato, al bene della TUA famiglia.

3) Sono un cittadino o un campagnolo?... se il tuo spirito corrisponde a quello di Zanna Bianca, ma la tua pelliccia non ti permette di uscire senza cappottino, non cercare di andare controcorrente perché ti buscheresti solo un raffreddore, annodati invece, molto bene il guinzaglio, e cerca il tuo assistito fra i parchetti metropolitani. Però, se il Grizzly che è dentro di te, abbisogna di fare un salto nei boschi, non farti portare sull’autostrada, perché non è vero che è la via più diretta per le Alpi.

4) Sono in grado di fare cinque cose insieme, e cioè a fare la guardia, la difesa, la caccia, tirare le slitte e raccontare barzellette?... (domanda rivolta esclusivamente a CCM maschi, le femmine vadano un attimo a farsi baciare da uno spicchio di sole)… Non è detto che solo perché tu sia un CCM da bambola, non debba essere un buon guardiano, sappi che senza gli allarmi, nessuno grida ‘al ladro, al ladro’; non è detto che solo per il fatto che tu non abbia l’alitosi, non debba essere un bravo scudiero, esistono certi attributi che se anche urtati lievemente, mettono K.O. un gigante; non è detto che solo per il fatto che tu sia nudo come un verme non possa essere un bravo cacciatore, esiste la caccia al topo, al ragno, alla lucertola, al bimbetto che vuole usarti come cavalluccio a dondolo, alla bimbetta che vuole farti le treccine; non è detto che solo per il fatto che hai la stazza di un bue, non possa essere un buon compagno di viaggio, anzi, attento che non t’attacchino un carretto e ti usino come trolley (grosso smacco per le femmine però, perché saresti da tiro e da compagnia facendo due cose in una… eh, che idea!)

Sciolto il dilemma se sei idoneo alla formulazione della domanda ‘sarò in grado di essere un CCS?’, pensiamo a dove indirizzarti per trovare il Sapiens nato per te. I Sapiens diversamente diversi, li puoi incontrare ovunque: seduti sulla panchina fredda di un metrò, come dice Baglioni, oppure, sdraiati all’ombra dell’ultimo sole, come dice De Andrè; ma tu da’ retta a Ciro, il parchetto ti fornisce il catalogo più ingarbugliato di Sapiens Sapiens che al confronto, la casa di un single Sapiens spigoloso-tondo, è in ordine!

E per saperne di più di Sapiens e CCS, leggi il libro ‘Into the Wild Town’ – oltre a regalarti un’ora di spensieratezza, farai felice un CCS che si è trovato ad assistere un Sapiens ‘A’ ed è finito in analisi.

Ciao!

***

Domande questionali pubblicate da Ciro Pastore Tedesco .

1° - come si può far ingoiare una compressa di antibiotico da 1 grammo a un Sapiens senza essere morsi?...

non è permesso incartare la compressa con una fetta di prosciutto, non è consigliabile aprire a forza la bocca del Sapiens per sparare la cp nel forno, non è permesso fingere che la cp sia l'aereoplanino che deve atterrare nell'Hangar, non è consigliabile pestare l'alluce fratturato del Sapiens in modo tale che egli apra la bocca per dire ahia... la risposta ritenuta più idonea sarà premiata con un incontro gratuito con il nostro psicologo di fiducia

2° - qual è il metodo migliore per insegnare al nostro Sapiens a cantare con noi?

il primo passo è sicuramente quello di cercare di fargli capire la differenza fra una chiacchierata e l’intonazione di un motivetto orecchiabile, e solo quando sarà in grado di discernere una richiesta da una proposta, potremo cominciare con la prima lezione di canto, la quale consiste nell’intonazione della nota madre, la ‘U’… per fargli fischiettare ‘Carosello’ ci vorrà più di una lezione!!

3° - igiene e Sapiens

Una delle problematiche più ricorrenti che porta un CCS a rivolgersi ad un CCT, è quella dell’incontinenza e/o decenza. Insegnare ad un Sapiens che non può fare pipì dove e come più gli aggrada è quanto mai difficile, soprattutto pensando a quanto è facile per noi… il passaggio dal pannolone o giornale, al parchetto, è una stupidaggine: prendi il pannolone o il giornale lo porti fuori di casa, lo poggi per terra e la fai… più facile di così!?!

Ma un Sapiens come lo convinci a togliersi il pannolone, a rinunciare alle comodità e, a calarsi le braghe solo davanti al WC?

4° - spazio e tempo

- … come tenere occupato il Sapiens mentre siete al raduno dell’ACCT?

È noto che la malattia del secolo sia l’ansia: da prestazione e da separazione le più comuni.

In questa sessione ci occuperemo degli effetti della seconda – ansia da separazione

Questo tipo di malattia porta il soggetto ad entrare in uno stato confusionale al quale reagisce distruggendo ogni cosa gli capiti a tiro e, una volta devastato anche l’ultimo angolino del mobile d’antiquariato comprato con i soldi ereditati della zia, e fatto a brandelli l’ultimo lembetto del divano che ancora deve essere pagato perché le rate cominciano con il prossimo anno, continua la sua manifestazione di disapprovazione, urlando a squarciagola…

La neuro, si sa, di matti non ne vuole più sapere, e così, il primo ad essere chiamato dai vicini, è Dario Argento, hai visto mai cercasse un nuovo interprete per le sue commediole domenicali…!?!?

Come uscire da una situazione da manicomio come questa?... In realtà, un sistema esiste!...

lasciando a disposizione del Sapiens alcuni giochini interrativi ripieni di cibo (è noto che il cibo attenua lo stress mentale): kong e derivati…

- al Sapiens verrà quasi certamente un colesterolo da urlo (e non a causa degli urli sia ben chiaro), ma niente paura, con il tempo per rimediare ai danni del sovrappiù è possibile sostituire i kong con il cubo di rubik… a furia di morderlo capirà che la sua utilità non è nel cercare di ingerirlo ma nel riuscire a capire cosa passava nella testa del suo inventore il giorno che l’ha fabbricato (chissà chi era il suo CCS?) -

5° - il rinforzo positivo e/o la punizione

Annosa discussione nata alla scuola di sopravvivenza Montessori e ancora molto attuale fra le chiacchiere dei parchetti e fra le discussioni urlate al vento, no, ad internet, scusate, ops!... per me, invece, solo una questione di punti di vista, visto che, da che mondo è mondo, il bello senza il brutto non esiste, e il male senza il bene e il bianco senza il nero e via così… anche se molti tifosi vorrebbero che la squadra antagonista sparisse dalla faccia della terra… ho sentito per radio, che Totti vende casa, un attico con piscina a soli 5.000.000 di euro trattabili, una bazzecola, nell’annuncio si specifica che non sono gradite offerte da parte dei perditempo e dei laziali… un fatto di fedeltà o un odio atavico?!?... vabbeh, ma questa è un’altra faccenda…
Il problema è: come far capire al Sapiens che l’erba del parchetto può essere smangiucchiata ma non fumata?

C’è chi sostiene che, il non considerare l’azione cattiva e premiare solo quella buona, sia il metodo migliore.
Si , può anche starmi bene, ma come spieghi a un Sapiens ‘fatto’, che la pipa della pace è un rituale degli Indiani Pellerossa,e non è mai servita a far passare il mal di pancia?

6° - corso di educazione e rieducazione

Programma:
azione educativa – clicker training, consigliato dall’ENCI - condizionamento uditivo o dipendenza uditiva;
azione rieducativa – corso di preparazione A.Volta, consigliato dall’ENCI - condizionamento elettrico o stress confusionale;
azione sbagliata – estasi sensoriale (vedi nota 5°);
conclusione – ma io, non potevo diventare cane-attore come Rex, e lasciare che qualche altro PT sfigato, si occupasse dei problemi comportamentali dei Sapiens?

7° - insegnante di sostegno

…e quando un Sapiens, in presenza di forti stimoli, non risponde al richiamo?...


Chiama l’insegnante di sostegno!


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Ultimi consigli

La nostra è una missione, e quindi, non avremo mai la possibilità di scegliere l’assistito… però, un domani, forse, se la cecità colpirà anche Sorella Sfortuna, potremmo trovare un Sapiens PUS (Provvisto Utili Supplementi).
Ecco alcune accortezze che possono guidarci verso l’identificazione del Sapiens più gettonato:
- che la sua temperatura corporea sia orientata più verso i 37° che non i 36°… altrimenti, in inverno, cosa ci facciamo se non possiamo usarlo come scaldaletto? (siamo contrari allo spreco di corrente e combustibile)
- che sia di sangue dolce … perché in estate, le lenzuola del letto sono gradevoli fresche e le finestre è bene tenerle aperte per il ricircolo dell’aria; il Sapiens dal sangue dolce può essere un ottimo schermo contro le punture di zanzare. (siamo contrari ai veleni)
- che sia di bocca buona … non che debba essere alimentato a croccantini e scatolette, ma neanche che ci faccia impazzire con manicaretti prelibati e carne di prima qualità. (il macellaio è un buon amico, il veterinario pure, ma il DAS oltre alla plastilina per modellare pupazzetti divertenti, non ci dà).

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Preghiera a San Francesco

Nostro caro San Francesco,
protettore del Lupo e di tutti i suoi figli,
noi ti chiediamo:
la saggezza per capire i Sapiens
l’amore per perdonarli
la pazienza per sopportare quello che fanno
ma soprattutto
ti chiediamo di non darci la forza
perché se ci dai la forza
gli spacchiamo la testa.

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NOVEMBRE 2011

E' uscito il mio nuovo libro, un trattato scolastico sul personaggio più popolare della terra: il Sapiens.

Come relazionarsi con un Sapiens, come sopravvivere allo stato confusionale che regna nelle credenze cinofile

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Una letterina di una cara persona - voglio lasciare qui uno scritto di una cara persona che ha abbandonato lo stato confusionale dei Sapiens e ora parla come uno di noi:

"Esiste un momento magico nella giornata, in cui senti di appartenerti l'uno all'altro, può succedere durante un gioco, nella quiete del riposo al sole, o nel camminare insieme respirando l'aria fresca tra un ingresso e l'altro al cinema. E' in quel momento che la gioia ti riempie, in quel momento sai chi sei, in Armonia con il tuo Branco e con il mondo, e sai che dovrai lottare e vivere per quei momenti!! ..."

Con affetto Isabella, Mario, Titta e Nerina

Grazie Amici cari!

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Lasciateli litigare!

Prendo spunto da un articolo pubblicato sul ‘’Giornalino dell’ENCI’’, marzo 2012, pag. 42, per dire la mia in merito ad un comportamento del Cane, sul ‘’lasciar litigare o non lasciar litigare’’.
La foto nell’articolo: due cuccioli di due mesi d’età, forse, ma forse neanche, uno schienato a terra, le zampine anteriori poggiate sulle spalle dell’altro che invece lo sovrasta tenendo le sue zampine ben stese sulla gola del dominato. La didascalia dice: sin da cuccioli… s’imparano le regole. Assolutamente d’accordo con la scrittrice, la dott.ssa (credo) Giusy Mazzalupi – ricercatrice dell’università di Pisa.
La ricercatrice inizia il suo articolo segnalando giustamente alcune cause che possono motivare un litigio, altresì, si appresta a specificare che tali atteggiamenti non sono da attribuire ad un disturbo sociale (sociopatia), ma a semplice routine di un dialogo fra Cani. D’accordo pure con questo … anche se, personalmente non amo rivolgermi al pubblico usando definizioni che sanno di tanto ma che, in effetti, dicono poco, a meno che il lettore non sia addentro alla questione. A mio modesto parere la sociopatia è solo ‘’maleducazione’’ o ‘cattiva educazione’’ se preferite. Ma non importa, ognuno è liberissimo di esprimersi come ritiene più opportuno, soprattutto se si usano termini di moda.
Nello scritto, si tiene a precisare, che il più delle volte, quando accadono delle zuffe fra Cani, avvengono in presenza dei proprietari (io avrei usato – familiari – poiché ritengo il Cane un membro della famiglia, ma, come sopra, libertà di parola), nuovamente perfettamente d’accordo. I Sapiens, molto spesso, non sapendo come comportarsi nell’educazione del loro Cane, fanno più danni che altro, facendosi prendere dal panico, trasmettono uno stato d’agitazione ‘’stress’’ al loro beniamino (il più delle volte dettato dall’insicurezza, che il Cane traduce: ‘’chi mena per primo, meno due volte’’ – istinto di conservazione), confermando l’atteggiamento battagliero. Tengo a precisare ‘’stress’’ e non ansia, perché il Cane non è in grado di vivere un atteggiamento tanto evoluto (vedi ANSIA). E continuando a rimanere nel tema famiglia, la scrittrice non condivide il concetto di uguagliare i Cani ai figli. Sono d’accordo se parliamo per concetti evolutivi, in disaccordo se l’intendiamo come componente della stessa; in accordo sul fatto che non bisogna pensare a loro come a piccoli sapiens e ad esserini tutti uguali, in disaccordo che non bisogna inibire certi atteggiamenti, e che, inibendoli, si creano ulteriori disordini.
Ogni essere vivente è diverso nel fisico e nella mente; fortunatamente negli uomini non c’è obbligo di standard di razza e, nel Cane, anche se gli allevatori lavorano per l’omogeneità, a parte alcuni tratti obbligatori, più di tanto non riescono a fare, la scintilla della singolarità regna sempre sovrana, permettendo che ogni individuo, in quanto unità singola, sia diverso dall’altro e dall’altro e dall’altro ancora…
Nel Regno Animale esiste una legge molto dura che viene rispettata da tutti, in tutte le famiglie. L’unica specie a non rispettare la legge è quella umana. Ma di fatto non è neanche vero altrimenti ‘’noi sapiens’’ non ci ritroveremmo in questo stato di libertà illusoria ossia dittatura nascosta…
In Natura esiste il Branco, Mamma e Papà, zie e zii, figli e figlie … tutti collaborano e si rispettano e tutti si adoperano per il bene comune del Branco … e se a qualcuno non stanno bene le regole, se ne può pure andare!
Molti uomini, al contrario, essendo la nostra una razza motivata soprattutto dall’egoismo e dall’egocentrismo, pensano solo al bene proprio, per cui il valore della famiglia e del bene è pura utopia (se così non fosse, i nostri governanti non farebbero solo i loro interessi, ma agirebbero per il bene comune!)
L’uomo ha bisogno di regole, il Cane ha bisogno di regole. Finché il Cane resta nella sua famiglia originaria, l’educazione la darà la sua Mamma che sarà sempre vigile e attenta sui giochi dei figli - le scaramucce nascono anche come giochi di lotta, in Natura sono necessari per la sopravvivenza, in una vita cittadina sono ‘’solo giochi di lotta’’ (il Cane, benché abbia mantenuto alcuni tratti del suo progenitore ‘’il Lupo’’ è pur sempre un Cane, quindi non avrà bisogno di cacciare o di difendersi da insidie mortali – in linea di massima - ; e in più, non raggiungendo il grado di crescita evolutiva del suo antenato, i suoi atteggiamenti di gioco, nell’infanzia, sono solo atteggiamenti di gioco). Nel momento in cui entrerà a far parte di un famiglia umana, sarà questa a educarlo: sia nel ‘’questo si fa, quest’altro non si fa’’ che nel gioco, che nel rispetto…
- perché bisogna litigare? …
Il litigio è male in tutte le specie animali, solo l’uomo litiga per … boh, perché è stupido mi viene da pensare … gli altri Animali non litigano mai se non c’è un pericolo vitale.
- Un Cane che vive in famiglia, perché deve litigare? Perché litiga?
Perché probabilmente nessuno gli ha detto mai che non deve farlo. E quindi… perché la ricercatrice dice che NON BISOGNA INIBIRE LE ZUFFE? … IO DICO CHE BISOGNA EDUCARE GLI UOMINI, FARGLI VEDERE I CANI COME TALI E NON COME IL FRUTTO DI UNO PSICOTICO ESTRATTO DEL COMPORTAMENTO UMANO .

I CANI POSSONO MORIRE A CAUSA DI UNA ZUFFA NON SEDATA!!! …

Come in ogni cosa, c’è la parte giusta e la parte sbagliata, io credo che bisogna ‘’insegnare’’ e ‘’vigilare’’ sui cuccioli che si esprimono … anche perché molti di essi, sono stati tolti alla Mamma, prima che ella avesse potuto insegnar loro, le inibizioni (volgarmente tradotte in lingua sapiens con: ‘’questo si fa finché non procuri danni all’altro, attento a non superare il limite, perché poi vi fate male sul serio … la vita è preziosa, non bisogna scherzarci)’’

Personalmente ritengo che la superficialità vada di pari passo con la pigrizia e quindi il sapiens ‘’ci va a nozze’’ su una dichiarazione ‘’lascateli fare che loro sanno cosa fare’’ … si, lo sanno o lo sapranno, se qualcuno si è preso o si prenderà la briga di insegnarglielo … forse sarebbe meglio INFORMARSI BENE PRIMA DI … PERCHE’ LE FRASI POSSONO NON ESSERE INTERPRETATE NEL MODO GIUSTO.

Buon Parchetto!

Vi consiglio di leggere l’articolo, è molto interessante.

... continua