...e non finisce...

14 giugno 2005, ore 16.30. Abbiamo finito di lavorare presto oggi così… finalmente a casa. Ci piace il lavoro che facciamo, ma tornare a casa ci piace molto di più. No, non siamo dei lavativi, il fatto è che a casa ci sono i nostri cani che ci aspettano. Riteniamo che non ci sia gioia più grande del vedere un cane che ti da il benvenuto.

Nel rientrare mi accorgo che i cani sono un po’ agitati, cosa sarà successo?… ah, ho capito!… stanno rifacendo la strada davanti al terreno. Tutto quel movimento, quell’andirivieni di macchinari e di gente li ha innervositi. Sinceramente hanno la mia comprensione. Anche io amo la tranquillità e l’isolamento della nostra abitazione…
Un attimo dopo ecco arrivare Paolo, e subito il gran vociare dei cani e relativi sventolii e rotazioni delle code.
“Puoi aspettare un secondo fuori che porto i ragazzi di là?”
“Non c’è problema.”
Nell’allontanarmi dal cancello vedo Paolo che stranamente, scende dalla macchina e apre il portellone posteriore. Un pastorello vecchio e traballino fa capolino.
Sono impazzita di gioia. E rivivo la scena che tutte le volte mi dà le stesse emozioni: le mie guance diventano rosso fuoco e gli occhi mi si riempiono di lacrime, tutto quello che riesco a dire, insieme a un simil urletto acuto e soffocato, è: “l’hai portato a casa?!”



Tempo fa vidi una sua foto, e trasalii. Un lupetto dell’età di circa nove anni, tenuto insieme da un po’ di pelo. Bellissimo!
È stato trovato vagabondo a gennaio in condizioni terribili. I ragazzi del canile hanno fatto miracoli, ma più di quel che hanno ottenuto non possono.
“Ha bisogno di una casa.”
Non passava giorno che non chiedessi di lui, che non guardassi le sue foto.

Forse per esasperazione o forse per il grande amore che verso i cani e, in generale, verso tutte le creature indifese, divide con me… Paolo oggi mi ha fatto questa sorpresa.


Timekeeper è entrato nel piccolo branco de “Negli occhi del cane”.