Li sento urlare da ogni dove…
nelle case, nelle strade, nei negozi, nel telefono, nella
televisione…
Salve Amici, eccoci nuovamente insieme,
pronti ad intervistare uno fra i più amabili esseri
viventi della Terra: il cane. Oggi siamo a casa di Trottola.
- Ciao Trottola, come stai? -
- Ciao Voce, bene grazie, e tu? -
- Bene anch’io. Sono qui da te oggi, per chiederti
un’intervista. Non so se hai saputo che sto svolgendo
una ricerca per svelare un arcano quanto mai incredibile…
-
- Si, si, so di cosa stai parlando… la questione
ha fatto il giro delle case e siamo tutti orgogliosi di
poterti aiutare dicendo la nostra versione dei fatti.
-
- Ok, cominciamo con le presentazioni. -
- Salve, mi chiamo Trottola, sono una cagnina di taglia
media, assomiglio molto ad un bretoncina, ma le assomiglio
solo, non ho titoli nobiliari che certifichino l’effettiva
parentela altolocata. Ho cinque anni e da quando ne avevo
due, vivo con questa famiglia. Non ho voglia di parlare
del periodo precedente i due anni. Mi trovo molto bene
qui, sono riuscita ad inserirmi magnificamente, i miei
familiari mi vogliono bene, forse sono un tantino eccessivi
nelle premure, ma… ad essere sincera, a me va bene
così.-
- Cosa intendi per troppo premurosi? -
- Si preoccupano per qualsiasi cosa, e per tutto ne fanno
un dramma. -
- Raccontaci. -
- Quando sono arrivata in questa casa, ero messa malino…
magra, impaurita, febbricitante… ne avevo girati
di posti prima di approdare qui… la mia situazione
generale era un po’ precaria… nessuno voleva
assumersi l’impegno di assistermi e curarmi…
esclusi loro… loro mi hanno accolta, curata, coccolata
e viziata… per farmi riprendere peso, mi hanno preparato
i migliori manicaretti (ignari del fatto che, con la fame
che avevo, avrei mangiato anche solo riso bollito)…
per farmi prendere le medicine, mi organizzavano dei veri
e propri vassoi carichi di bocconcini prelibati con la
sorpresa (la sorpresa era la medicina interna, che, per
lo stesso motivo di cui sopra, avrei mangiato anche da
sola senza il tonno o il formaggio o il pollo che la rivestivano)…
per farmi sentire ancor di più il calore della
famiglia, da subito, dal primissimo giorno, mi hanno fatta
dormire sulla poltroncina accanto al loro letto…
-
- Una vera pacchia! -
- Puoi dirlo forte… certo che all’inizio,
tutte queste attenzioni, erano strane per me… stando
alla situazione in cui avevo vissuto fino a quel momento,
mai e poi mai avrei pensato che la vita potesse offrire
simili vantaggi… quindi nei primi tempi ero guardinga
anzi che no. -
- Cioè? -
- E cioè, me ne stavo un po’ sulle mie, non
davo molta confidenza, se si avvicinavo assumevo la tipica
movenza da cuccioletta sottomessa – occhi grandi
e imploranti, sederotto basso, schiena curva, andatura
un po’ strisciante e coda scodinzolina bassa…
-
- In poche parole, un vermicello! -
- Esattamente. -
- E loro? -
- Loro hanno interpretato questo mio atteggiamento come
in realtà voleva essere interpretato: ‘vi
prego non fatemi nulla di male, ho bisogno d’aiuto,
sono piccola e inoffensiva come i cuccioli’ …
-
- Vedi che vuol dire la comprensione!?! -
- Oh si, grande cosa la comprensione… sta di fatto
che mai alzarono dito o voce come rimprovero per una qualunque
discolata che ho commesso… anche perché,
attuando sempre l’antica sceneggiata melodrammatica,
ogni qualvolta ce ne è stato bisogno, non avevano
il coraggio di dirmi o farmi nulla. -
- Sei una dritta! -
- No, sono una che viene dalla strada e ho imparato a
mie spese l’arte di sopravvivere. -
- Scusa non volevo ricordarti cose spiacevoli… beh,
dai… allora, cosa intendevi quindi per eccessivamente
premurosi? -
- Probabilmente ho esagerato un pochino nel mio fare remissivo,
questo comportamento è stato ingigantito dai loro
pensieri oscuri sul mio passato: ‘un cane che si
comporta così deve, necessariamente, aver subito
troppo dalle persone con cui stava… lo si vede chiaramente
dal quel suo modo di camminare quando ha combinato qualcosa’…
e qui casca l’asino!... -
- Come sarebbe? -
- Quel modo di camminare è un atteggiamento che
assumono tutti i subalterni quando non vogliono essere
molestati; certamente il mio passato non mi ha incoraggiato
affatto ad assumere altre posture, per fare un esempio:
rigida e determinata da dominante… ma chi ha mai
voluto essere un dominante!?!... con tutti i guai e le
responsabilità che hanno i capi… e poi madre
natura m’ha fatta cane da caccia e l’unica
dominanza che conosco è sul cibo… un po’
per razza, un po’ per fame arretrata, un po’
perché ho conosciuto i piaceri della buona cucina…
risultato: mi piace mangiare. -
- Questo è un problema che hanno anche molti esseri
umani. Per noi la dipendenza dal cibo può essere
causata da problemi psicologici o… -
- … o dal fatto che vi piace mangiare. -
- Si è vero, non bisogna necessariamente trovare
una giustificazione psicologica, si può aver voglia
di mangiare anche solo per il piacere di farlo. -
- E allora, perché se per gli esseri umani, il
fatto di mangiare tanto può significare: trovare
gustose le pietanze… per un cane, no?... perché
se ci affibbiano tante similitudini con gli esseri umani,
questa volta deve essere diverso?... davvero non capisco…
forse se non ingrassassi tanto, non troverebbero strano
questo mio vizietto. -
- Perché sei cicciotella? -
- Beh, direi formasetta… ma voi non dite sempre
che un po’ di ciccia è tutta salute? -
- È vero anche questo. -
- E allora perché se a me piace mangiare, devo
andare dallo psicologo? -
- Dallo psicologo?!?... e perché mai? -
- Perché qualche genio della lampada ha detto che
sono affetta da ‘complesso ossessivo compulsivo’?...
ho fame e mi piace il cibo… perché nessuno
consiglia una dieta ipo-calorica?... sarebbe troppo semplice?...
perché non si dà mai retta a chi dice cose
semplici e si perde tanto tempo con chi, invece, sproloquia
stupidaggini? -
- Ok, ora ho capito cosa intendi per: eccessivamente premurosi.
Ma è facile cadere nei tranelli quando ci si preoccupa
per chi amiamo. Non è facile rimanere lucidi. Si
pensa sempre: no, non può essere così semplice,
sicuramente la cosa è più tortuosa di come
appare. È nella natura umana complicare i fatti.
-
- Voglio bene alla mia famiglia, e mi dispiace se si preoccupano
per niente… e ancor di più mi dispiace se
qualcuno li prende in giro mettendogli strane idee in
testa, per di più se queste idee vanno a nostro
danno, in questo caso, al mio. -
- Bene, non credo ci sia altro da aggiungere. Grazie Trottola
per averci raccontato la tua storia. -
- Spero tanto che possa servire a qualcosa.-
- Ciao Trottolina. -
- Ciao Voce. -