Li sento urlare da ogni dove…
nelle case, nelle strade, nei negozi, nel telefono, nella
televisione…
Salve a tutti! Ci troviamo, oggi, davanti
ad un grande cancello, l’entrata di un villino.
Dall’interno non si sente un rumore, la casa non
è molto lontana, il vialetto d’accesso è
lastricato, tutt’intorno un bellissimo prato e,
poco prima dei tre scalini che conducono al portico, due
immensi salici piangenti. All’ombra di un salice,
un dondolo; sotto l’altro, un tavolo bianco, due
sedie, due panchine; poco più in là, due
lettini prendi-sole.
Ancora nessun rumore… non ci saranno… possibile
che in un posto di questo genere non ci siano neanche
i cani?!
- Wuoff!... tana per l’intruso. -
- Ah!... accidenti, mi avete messo paura -
- E tu che ci stai a fare qui?... è proprietà
privata… non si può entrare. -
- Non volevo entrare… stavo solo guardano…
e a dire il vero, cercavo proprio voi. -
- Chi sei?... non ti conosciamo… abbiamo l’ordine
di non far entrare nessuno che non sia di nostra conoscenza…
siamo cani da guardia. -
- Oh, si lo vedo… siete grossi, diffidenti…
ma, levatemi una curiosità: siete così scontrosi
per natura, o vi ci fanno diventare?... immagino che,
fare la voce grossa, sia solo un deterrente per scoraggiare
gli estranei, con i padroni di casa siete buoni. -
- Ci hanno insegnato ad obbedire solo al custode…
ci hanno insegnato che tutti gli altri sono estranei…
ci hanno insegnato che gli estranei vanno cacciati fuori,
al di là di questo cancello… ci hanno insegnato
che chi non vuole uscire è cattivo… ci hanno
insegnato che i cattivi vanno… -
- Vi prego non aggiungete altro. -
- Voce, Voce lasciali stare quelli, sono dei disadattati.
-
- Oh, e tu chi sei? -
- Sono Luke, abito qui di fronte. -
- Ciao Luke, mi conosci? -
- Si, sei quella che vuol darci una voce. -
- Esattamente. -
- Bene, sono qui per aiutarti. -
- Grazie. Puoi dirmi allora, perché i tuoi vicini
sono così, poco socievoli?
- Sicuro… perché sono guardiani. -
- E i guardiani devono, necessariamente, essere antipatici
e scostanti? -
- Sicuro… perché non devono far entrare nessuno.
-
- Ma da quel che ho capito, non conoscono neanche i padroni
di casa… per loro esiste solo il custode…
se tanto mi da tanto, per nessuno intendi anche gli effettivi
proprietari. -
- Sicuro… lo so che è una cosa stupida, ma
i padroni di casa, avendo ricevuto alcune visite dai ladruncoli
cittadini, hanno disposto che i cani fossero diffidenti
con chiunque altro non sia il custode. -
- E, a parte l’idiozia della cosa, se il custode
si ammala oppure parte, o semplicemente si prende un giorno
di riposo, chi si prende cura di loro? -
- Per fortuna non è ancora accaduto… a pensarci
su… nessuno, nessuno li può avvicinare. -
- Non ho parole!... e se ‘disgraziatamente’
entra un familiare e non si accorge che in giardino ci
sono i guardiani? -
- L’hai detto: una disgrazia. -
- Ma è possibile che la gente non si rende conto
dei drammi che può causare? -
- Se non lo capisci tu, che appartieni alla stessa specie
animale, pensa quanto lo possiamo capire noi. -
- Questi signori hanno creato delle armi improprie. -
- Sicuro… e lo sai chi ne paga le conseguenze se
accade una disgrazia? -
- A parte il malcapitato? -
- A parte lui. -
- No, dimmelo tu. -
- I cani. -
- Come sarebbe? -
- La maggior parte delle volte, i guardiani, dopo un’aggressione,
vengono soppressi per follia omicida o internati in un
penitenziario… e da quel che si racconta di quei
posti, non saprei dirti cosa è peggio… -
- Ma tutto questo è atroce… non capisco…
lasciando un attimo fra le parentesi il poveraccio che
finisce nelle fauci, chi dovrebbe essere internato, è
colui che ha attivato la manovra offensiva. Mi è
difficile credere che le persone siano tanto superficiali
e stolte da non pensare che un cane, per quanto possa
divenire offensivo verso gli estranei e difensore della
proprietà, può essere messo fuori combattimento
da una polpetta avvelenata, da un anestetico lanciato
con una cerbottana, una femmina in calore… ci fai
‘una minestra’ di un cane feroce se chi vuole
entrare usa certi espediente. E poi perché, dopo
il misfatto, prendersela con i cani che, in fin dei conti,
hanno fatto solo quel che gli è stato insegnato?...
tutto questo è pazzesco… -
- Non tutto quello che si sente sugli esseri umani ha
un senso logico. -
- Qui non si parla di logica ma di follia. -
- Per fortuna i miei familiari non sono così…
forse sono un tipo fortunato. -
- Allora, ci puoi raccontare di te?... dopo tanta follia,
una storia tranquilla ci fa bene. -
- Sicuro. Come mi chiamo già lo sapete, sono un
golden retriever, ho tre anni, vivo con questa famiglia
da quando avevo solo pochi mesi; fin dal primo momento,
tutti hanno avuto un occhio di riguardo per me, nel cibo,
nel lettino, nei giochi, nelle passeggiate… tutto
seguendo una tabella di marcia ben equilibrata, tutto
seguendo un orario ben preciso, tutto seguendo delle regole
esatte. All’occhio poco esperto di alcuni, ciò
può sembrare monotono, e invece, è proprio
questa precisione che mi ha dato sicurezza nel crescere.
Sono stato cresciuto in maniera ordinata, so quello che
posso fare e quello che non posso fare, i miei familiari
mi vogliono bene ed io ne voglio a loro. Penso di poter
dire: siamo una famiglia unita e felice. -
- Questo non può farmi che un immenso piacere…
ma… scusa, perché ora sei fuori del cancello
tutto solo? -
- Sto aspettando che rientri Michele, il nostro capo-famiglia,
è andato a buttare l’immondizia nel cassonetto…
è lì, lo vedi?... io lo accompagno fino
al cancello, poi, mi siedo qui fino a che non torna e
insieme rientriamo. -
- Sembra veramente una bella famiglia la tua. -
- Lo è. -
- Sono felice per te. Grazie tante per l’intervista…
-
- È stato un piacere. -
- Ti auguro una buona giornata. Ciao. -
- Ciao. -