Per noi esseri umani non è facile
affrontare il discorso didattico, perché la storia
della nostra società travisa l'educazione sociale
facendola apparire come una forma costrittiva inibente.
Il doversi uniformare a ciò che è la normativa
del popolo, non è difficilissimo, anche se dover
rispettare tutto è faticoso e limitativo, però,
in linea di massima è una cosa che si riesce ad
affrontare.
I problemi, all'apparenza insormontabili, insorgono quando
ci troviamo a dover essere noi maestri di educazione.
Perché? Perché un conto è prendersi
la responsabilità per se stessi e un conto è
essere responsabili per altri.
Con un piccolo umano, è difficile, ma per quanto
possa esserlo, alla fine parliamo la stessa lingua.
Per aiutarci spesso ci appelliamo alle nostre esperienze
e a quello che ci hanno lasciato. In più, formuliamo
soluzioni in base anche a ciò che "empaticamente"
ci trasmettono le persone con cui abbiamo a che fare (Bambini
o adulti).
Quando l'educazione è invece con un Animale diverso
da noi, comincia qualche difficoltà maggiore perché
non sono chiare le nostre indicazioni per lui e sono ancor
meno chiare, per noi, le sue risposte o sue domande a
cui necessariamente dobbiamo rispondere.
- Un muto che parla a un sordo, e un interprete cieco
che da' indicazioni ai due mentre "osserva"
la loro mimica espressiva!!! -
A seconda degli Animali con cui abbiamo il dialogo, dobbiamo
sapere esattamente, cosa ci stanno dicendo e dobbiamo
risponderle al dialogo con la stessa conoscenza.
Il mondo che più degli altri ci
tocca nel profondo, è il Mondo dei Cani.
Lasciando da parte le solite polemiche su chi esercita
la "professione" e chi guarisce in maniera alternativa
alla natura, vorrei affrontare il discorso didattico vero
e proprio.
Esistono due tipi di richieste:
- le formule del manuale;
- la conoscenza dei perché.
La seconda richiesta è un po' meno frequente all'inizio,
e di norma si manifesta solo dopo che si è entrati
nel vivo del discorso.
Affrontiamo quindi, la prima richiesta, quella delle regole
o formule del gioco di "Regina reginella"
- Regina reginella, quanti passi devo fare per arrivare
al tuo castello con la fede e con l'anello, con la punta
del ombrello? "
Nel gioco, alla domanda arrivavano le direttive delle
tipologie dei passi... a volte era dura arrivare al castello,
soprattutto se la regina non voleva... però, le
regole erano quelle ed erano l'unica cosa certa. I giocatori
potevano essere più o meno soddisfatti, ma non
si sentivano in colpa se non arrivavano a meta, perché
"loro" le regole le avevano seguite.
È normale che all'inizio del percorso
scolastico si diano delle regole da seguire, la cosa che
non è normale, è la pretesa che funzionino
sempre e comunque.
La differenza nella riuscita, la fanno: lo stato d'animo,
la sensibilità, il rapporto fra i due colloquianti.
Perché?
Perché parliamo di due esseri viventi che
non stanno giocando e soprattutto che non parlano la stessa
lingua.
Cos'è che ci accomuna
agli altri Animali? L'Anima! ...
Se non ci mettiamo l'Anima nel dialogo con il nostro Cane,
non arriveremo ad altro che non sia un condizionamento
legato alla situazione e che, cambiato lo schema, cambierà
la risposta.
Se vuoi che il tuo Cane faccia ciò che gli chiedi,
devi essere importante per lui anche se non hai biscotti,
giochi, attrezzi vari e non chiacchieri in continuazione.
Cosa vuol dire?
Vuol dire che a prescindere dal fatto che tu sia
un umano e lui no, dovete vivere in simbiosi.
Devi trasformarti in Cane e insegnargli le cose che servono
nella nostra società attraverso il suo linguaggio.
Non puoi pretendere che lo faccia lui, perché per
evoluzione lui non è in grado di capire la ‘’quantistica’’.
Per capire bene come parlare con lui, devi anche approfondire
il concetto di Famiglia e l'importanza della collaborazione
nella Famiglia. Se lui ti cammina accanto, è perché
ha un tale piacere a farlo, che del resto del mondo non
gliene importa poi molto. Per ottenere un simile rapporto,
devi giocare con lui nella maniera più verosimilmente
vicina alla sua, e non deve preferire stare con altri
che non sia tu. Questo non significa che non deve avere
vita sociale nel sociale, che non deve conoscere i suoi
simili, che non deve giocare con loro; vuol dire però
che se in te vede un Cane, non gli importa cercarne
un altro per sentirsi completo.
Non chiedere le regole, chiedi
la chiave di lettura.
E diffida da chi ti dà le regole, perché
la bacchetta magica esiste solo nelle Favole!
Impara a rispettare i limiti del
tuo Cane, a rispettare le sue condizioni fisiche e le
specialità di razza e/o specialità individuali;
non credere che solo perché tu hai voglia di ‘’lavorare’’
o ‘’giocare’’ in quel preciso
momento, sia così anche per lui (se
non rispetti i suoi tempi di attenzione, puoi trasformare
un istante idilliaco in un incubo); non credere
che la tua resistenza mentale sia come la sua, perché
è come se pensassi che la sua resistenza fisica
sia come la tua.
Rispetto e amore vanno d’accordo,
l’amore senza il rispetto è un’oppressione.