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...arricchire la scienza impoverisce
lo spirito .
E parlando sempre di abbondanza e di scarsa conoscenza, riporto
uno studio americano che ha avuto inizio in un canile.
‘’Si tratta di una vacanza di circa 7 gg. di un
soggetto ospite fisso di un canile, per valutarne il livello di
stress ambientale’’ … non vuole essere
uno spunto per una futura adozione e non è un test caratteriale
per una valutazione comportamentale.
È semplicemente una domanda a cui necessita dare una risposta
per avere una certezza scientifica.
Leggi attentamente tutto l’articolo https://www.lastampa.it/la-zampa/2026/02/19/news/cane_impatto_settimana_affidamento_canile-425168025/amp/
La vita nei canili non è una passeggiata.
Le certezze sono poche e lo stress è tanto.
Lo studio ha testato il livello del cortisolo di alcuni soggetti.
Il risultato è stato ovviamente alto rispetto alla normalità.
L’esperimento ha voluto certificare se: una volta che un
soggetto esce da quel luogo, seppur per una settimana soltanto,
il livello di cortisolo rientra nella normalità. E se muta,
al ritorno della creatura in canile, se esso (il cortisolo) si
rialza al livello precedente all’uscita.
I dati hanno risposto si ad entrambe le domande.
Gli studiosi del caso affermano con orgoglio di aver raggiunto
l’obiettivo per lenire lo stress degli ospiti dei canili.
Essi ritengono utilissima questa iniziativa, considerandola una
‘’ricarica energetica’’.
Secondo il mio modesto parere: è pazzesco quello di cui
parla questo studio.
È ottimo per la certificazione del grande disagio che vive
il cane in luoghi particolari, ma è terribile che attraverso
esso (attraverso lo studio) si limiti la soluzione nell’ipotesi
esclusiva di una ‘’vacanza’’ e non di
una‘’gestione dei canili più adeguata’’!
La vita nei canili, luoghi dove gli ospiti vengono gestiti fra
box e personale, è una vita all'insegna dello stress -
seppur il personale svolga appassionatamente il proprio lavoro
(che rimane sempre raccolto in un tempo limitato e sempre in una
forma di attaccamento e formazione sociale che non è quella
"familiare") -
E questo è risaputo.
Non c'è bisogno di eseguire test, basta guardare …comunque
…ben venga la certificazione, così almeno esiste
una certezza fondata su prove scientifiche.
Lo stress è generato da una mancanza di appartenenza ad
un Nucleo sociale intimo e collaborativo.
Un Cane (derivazione del Lupo) porta dentro di se in maniera vivamente
viva il concetto di unione.
La mancanza di questa unione condiziona il suo stato psico-fisico.
Nel momento in cui, perciò, egli la trova (l’unione),
è normale che in lui avvenga il cambiamento.
Tutte le sue forme agitative cessano e riposa sereno.
Quei giorni di studio della situazione serena e di rilassamento
sono rigeneranti per lui.
Infatti sarà dopo la prima settimana o qualche giorno in
più, che comincerà ad attivarsi e a formulare qualche
domanda a quella che "crede" la sua Famiglia.
Potete minimamente immaginare cosa voglia dire per lui uscire
da quella casa?
Le analisi al rientro in canile lo documentano.
Al rientro in sede, i cani hanno ricominciato a vivere la situazione
agitativa sia in maniera attiva che passiva; e ancor di più
l’hanno vissuta nel momento in cui lo studio ha voluto osare
reinserendoli non nello stesso box con il compagno conosciuto,
bensì o in solitaria o con una compagnia diversa. (la situazione
solitaria è stata forse la peggiore).
Quindi invece di umanizzare sempre le questioni, viste esclusivamente
con occhi umani, su stress o non stress, su benefici e fasi sperimentali
positive, GUARDATE CON GLI OCCHI BEN APERTI QUELLA CREATURA, e
forse riuscirete a capire che se ci foste voi nei suoi panni,
non vorreste essere l'ennesimo Topo da laboratorio vittima della
crudeltà umana!!!
Ricordatevelo: una vacanza non vi esulerà, al rientro,
dall’affrontare e risolvere i problemi che avete dove vivete!
E non parlo poi del "ritrovare o meno, al momento del rientro,
la situazione conosciuta o no".
Ma caspita ...!!! ... Vi rendete conto di cosa vuol dire per un
Animale sociale-familiare "perdere tutti i punti di riferimento?!
Sono senza parole ...!
Nota riflessiva – http://www.stellagrigia.eu/articoli/importanza_dei_legami.htm
‘’ ‘’ …il significato di una
cura: stringerti fra le braccia, scaldarti con il calore del mio
corpo; assorbire i nostri odori e unirli in un unico aroma; scambiarci
sorrisi, sguardi e vocalizzi; trattenerci, carezzarci. …
Ecco gli ingredienti per una giusta miscela che permette la realizzazione
di una crescita in equilibrio. Di una vita in armonia!’’
Approfondisci a pag 405 del libro‘’A
TE – Educazione Naturale’’ e sul
libro‘’Similitudini
fra Cani e Lupi – Illuminanti Riflessioni’’
Gli studi nascono dall’osservazione, dalla riflessione,
dalla verifica di menti animate da cuore e cervello e dalla pratica
(comunicazione attiva e partecipe) … non vengono
effettuati per aumentare l’antologia destinata a morire
nei trattati … essi favoriscono le scelte e indirizzano
verso ulteriori osservazioni e riflessioni. Il loro compito è
quello di aiutare.
Gli studi sono al servizio della Vita e non viceversa!
***
Fino a qualche tempo fa, i testi di psicologia canina venivano
letti e studiati nella loro totalità, per conoscere e approfondire
meglio i segreti del pianeta cane sfruttando le esperienze degli
studiosi. Non ci si limitava “all’apprendimento per
prove ed errori”, si andava avanti fino all’interpretazione
del linguaggio del corpo - naturale e universale - per arrivare
attraverso questo, a capire quello della mente. (Logicamente:
si imparava se si sapeva leggere interpretando con la giusta disposizione
…altrimenti …)
Il cane agisce seguendo una logica istintiva e naturale.
‘’L’istinto gli permette
di operare in modo spontaneo, essendo un impulso innato e non
mutabile, un’inclinazione, una disposizione dell’animo
a procedere senza artificio. Non avremo mai dal cane un’azione
mossa a dispetto, ossia, volta verso l’altrui offesa. La
sua naturalezza, infatti, lo spinge a comportarsi con schiettezza
e purezza.’’
Tratto dal libro ''Negli
occhi del Cane''
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Leggi la prima parte della ''vita
nei canili e al di fuori di essi ...''
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